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Non è facile per me scrivere questo messaggio, ma è doveroso e non mi tirerò indietro, benché mi costi fatica e lacrime.
Oggi tutta la comunità educante del "Geremia Re" piange per la scomparsa di uno di noi e si stringe con immenso affetto alla famiglia. Non ci sono parole adeguate per esprimere i nostri sentimenti di cordoglio. Non è mai semplice accettare la morte, anche se fa parte della vita. Quando a morire è un bambino, subentrano, oltre allo sgomento e al dolore, anche un senso di rabbia e di risentimento per le ingiustizie della vita. Vorrei che non fossero questi i sentimenti che animeranno le nostre azioni... Di Alessandro vorrei ricordare il sorriso, l'entusiasmo, la gioia di vivere. Vorrei ricordare il tempo e l'affetto che ha donato ai suoi cari e a chi lo ha conosciuto, benché fosse un ragazzino schivo e poco avvezzo ad esternare i suoi sentimenti. Un ragazzino buono, solare, dolce. Lo ricorderò così, quando non riuscirò a trattenere le lacrime. Perché, nonostante tutto, siamo chiamati ad andare avanti, per chi resta ed ha bisogno del nostro supporto e della nostra vicinanza. Ed è quello che faremo, nel migliore dei modi, ciascuno secondo quello che sentirà di fare... Alessandro guiderà i nostri passi e le nostre azioni.
Chi si è amato non muore mai, rimane sempre in un angolo del nostro cuore... ❤️
Sono certa che Alessandro ci avrebbe lasciato queste parole, come testamento ideale, per dare alla sua famiglia e a tutti noi la forza ed il coraggio di andare avanti ❤️

"La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace".

Henry Scott Holland

Il Dirigente Scolastico,
Antonella Cazzato

 

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